Litigation Pr, circo mediatico e verità del processo a Trento per il Festival delle Professioni 2017

Prove tecniche di dialogo. Si potrebbe riassumere così il senso dell’appuntamento Litigation Pr, circo mediatico e verità del processo che il Gruppo di lavoro Ferpi “Comunicare le professioni” ha promosso lo scorso 19 ottobre a Trento nell’ambito del Festival delle Professioni, la rassegna che unisce oltre 5000 professionisti under 39 in rappresentanza di 23 ordini aderenti e accreditati.
Le professioni svolgono una funzione imprescindibile di protezione dei valori essenziali della nostra società e la loro trasformazione ed evoluzione è punto focale della crescita competitiva del Paese. Proprio questo, nell’incontro, si è proposta una riflessione a più voci sul rapporto tra giustizia e comunicazione e sul ruolo di avvocati, comunicatori, media e clienti.

L’obiettivo dichiarato era quello di favorire un percorso condiviso, un passo verso una concreta via italiana alle Litigation PR, l’attività di gestione della reputazione di un cliente o una organizzazione in occasione di controversie legali.

Moderati da Filippo Nani, consigliere Nazionale FERPI, Roberta Zarpellon, coordinatrice del Gruppo d lavoro e curatore del volume Litigation PR ha introdotto il tema, mostrando come sia crescente l’importanza che la reputazione assume all’interno di ogni rapporto con la Clientela e, per questo, si debba oggi parlare di Litigation PR non solo in ambito legale.

Con Andrea Arrigo Panato, dottore commercialista e revisore legale, la complessità della comunicazione è entrata nel dibattito. “Sempre più spesso – ha affermato il relatore – la comunicazione e la reputazione sono elementi di creazione di valore e, come studi, siamo chiamati a gestire complesse relazioni con tanti e diversi interlocutori; da potenziali investitori, al mondo delle associazioni, dai candidati al mondo dei media. Per questo il valore del comunicatore è importante”.

E proprio sulla relazione tra mondo dei media e processo, si è sviluppato l’intervento di Nicola Canestrini, avvocato penalista, già Presidente della Camera Penale di Trento che, partendo dalla cronaca giudiziaria del giorno, si è chiesto se il giusto processo esista ancora o se rischiamo tutti di essere condannati in via definitiva a mezzo stampa. Un intervento al quale Fabrizio Franchi, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino-Alto Adige, ha risposto sottolineando come l’evoluzione del processo mediatico abbia origini con Tangentopoli, momento che ha segnato l’attenzione dei media verso le aule di tribunale. “Da allora”, – conclude Franchi – “si è assistito anche a delle derive. E’ tempo di delimitare ruoli e responsabilità e di far valere, per tutte le parti in causa, le regole garantendo il diritto di cronaca senza dimenticare quello della tutela del “buon nome” di chi si trova coinvolto in un processo “.

A concludere l’incontro, Laura Calciolari, coautrice del volume Litigation PR, ha ricordato come sia importante, prima di tutto, strutturare all’interno del proprio studio un’organizzazione efficace, capace di valutare tutti gli aspetti di tutela di un cliente, anche quando non è più sulle prime pagine dei giornali.

 

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